I Cappuccini a Faenza

Faenza, città sensibile all’ideale francescano, accolse, fin dal primo loro apparire, i figli di S. Francesco.
Non sappiamo se S. Francesco, nel suo pellegrinare nelle nostre terre, abbia sostato a Faenza.  E’ però certo che la città o ascoltando la sua parola, o mossa dalla sua fama, sentì il valore di questo movimento di rinnovazione che, concentrandosi nell’ideale della povertà come rinuncia volontaria per il bene comune, aveva funzioni sociali e caritative di larga espansione. Vivente ancora, S. Francesco accolse i tre Ordini da lui fondati e numerosi cittadini vestirono l’abito francescano.
È della Diocesi di Faenza quel fra Graziano che nel Capitolo Generale di Assisi (21 maggio 1221) fu da S. Francesco eletto superiore della provincia Lombardo-Romagnola.  Egli condusse con sé frate Antonio e lo mandò nel romitorio di Montepaolo, donde uscì Antonio di Padova, uno dei più grandi figli di S. Francesco ed il più eminente predicatore popolare del medioevo.
Faenza vanta una delle prime Fraternità del Terzordine Francescano. Se alla piccola borgata umbra di Cannara per l’entusiasmo manifestato alla predicazione di S. Francesco da volerlo seguire in massa, spetta il vanto di aver provocato l’idea di una regola per quelli che dovevano rimanere in famiglia; e se Poggibonsi deve considerarsi la prima sede naturale del Terzordine con la vestizione di Lucchese (1221) fatta da Francesco, a Faenza spettò l’onore di avere provocato il primo breve pontificio a favore dei fratelli della Penitenza.  Onorio III (16 dicembre 1221) si rivolse al Vescovo di Rimini, essendo la Sede di Faenza vacante,  perché dissuadesse il Podestà di Faenza dal molestare i terziari che, consci del nuovo spirito di pace portato loro da Francesco, si rifiutarono di prendere le armi e di seguirlo nella guerra contro Imola.
Faenza, nel corso dei secoli, come nota lo storico Mons. Lanzoni, ha creato un vincolo religioso e morale con l’Ordine Francescano.
Quattro figli di S. Francesco sono saliti sulla cattedra episcopale faentina:
Fra Ugolino da Faenza  ( 1311 -  1336 )
Fra Pietro da Pago  ( 1406 - 1412 )
Fra Giovanni da Faenza  (1427 – 1438 )
Fra Angelo Pianori da Brisighella  ( 1871 – 1884 )
Innumerevoli sono i religiosi, santi, teologici, artisti, predicatori, che si sono distinti per sapere, virtù e santità. Basti pensare alla gemma dei terziari, il Beato Novellone (m. 1280) che per il suo spirito di penitenza e orazione, fu considerato santo ancora vivente.
In un tempo di lotta tra i figli di una stessa città, la parola di pace, gridata nelle piazze dai figli di Francesco, fu l’unica forza che fece sperare in un mondo migliore,  Quando l’usura imperversava a danno dei poveri, essi levarono la voce a difesa degli oppressi e, non curanti di persecuzioni, incitarono i governanti a cacciare gli sfruttatori del popolo.  Nel 1491 il Beato Bernardino da Feltre persuadeva i rappresentanti del Comune a creare, anche a Faenza, l’istituzione sociale più bella del francescanesimo:  Il Monte di Pietà.
Saranno specialmente i predicatori francescani a promuovere l’esercizio della carità nelle forme più svariate, la frequenza ai Sacramenti, la devozione al Crocifisso, alla Vergine Immacolata, al nome di Gesù, alla Via Crucis, ad introdurre e conservare in tutte le classi sociali, l’amore alla preghiera, alla fratellanza, alla carità.

I Cappuccini a Faenza

Sul  "Colle Persolino", a circa tre chilometri dalla città di Faenza, sorse tra il 1535 ed il 1538 il primo convento-romitorio dei Cappuccini.  La zona di Persolino era, fin dal 1295, abitata da eremiti che ufficiavano un oratorio dedicato a S. Macario.  I Cappuccini scelsero questo luogo, primo in Romagna, perché più consono al loro ideale francescano.
Qui il SS. Crocifisso parlò sensibilmente a frate Battista Castellini.
Per circa 36 anni, affascinati dall’ideale di semplicità dei primi compagni di S. Francesco fatto loro rivivere dalla nuova Riforma, vissero in povertà, solitudine e preghiera.
La zona di Persolino era in quel tempo infestata da banditi e ladri. Rubavano le cose dell’orto e si divertivano a prendere il pane mendicato dai frati per la loro mensa frugale. Si facevano tosare e portare a cavallo su e giù per il monte, maltrattando in mille maniere i poveri religiosi.
Per liberarsi da questa grave molestia e desiderosi di rendersi spiritualmente utili alla città, nel 1571 ottennero dal Card. Girolamo Rusticucci, Vescovo di Siviglia e Abate amministratore del Monastero faentino delle SS.Perpetua e Felicita, il terreno per costruire il secondo convento, posto nella zona dell’attuale Via Canal Grande.
La chiesa dedicata a S. Cristina  (nella zona esisteva una cappella in onore della Santa) venne consacrata nel 1748 dal Vescovo diocesano Antonio Cantoni.  Più volte convento e chiesa furono restaurati ed ampliati.
Il Convento di Faenza ha sempre avuto una importanza grandissima per la Provincia Monastica di Bologna:  per la sua posizione geografica, per il numero dei religiosi che l’hanno abitato, per le vocazioni sorte nella città e zona, per i padri illustri dati all’Ordine e perché centro di formazione per la gioventù.
Sede Provincializia e di numerosi Capitoli Provinciali, nel 1585 vi si aprì il primo noviziato della Provincia.  A periodi alternati, fu sede di noviziato, studi di filosofia e teologia, eloquenza, professorio e Seminario Serafico.
Nelle due soppressioni  (1810 e 1866) i Padri dovettero temporaneamente lasciare il  convento. Durante la soppressione napoleonica  fu trasferito nella vicina  parrocchia di  S. Savino  (1810 – 1817), e durante la soppressione italiana la parrocchia di S. Savino ospitò il Crocifisso miracoloso (1867 – 1874).
Nel 1817 il faentino Antonio Emiliani comprò dal governo il convento, lo fece restaurare e lo restituì ai frati che il 28 settembre dello stesso anno, alla presenza del Vescovo, dei Signori della città e di molto popolo, vi fecero il loro gioioso ritorno.
Nella seconda soppressione  ( 1866 ) i Frati, con i loro risparmi, riacquistarono il Convento facendovi ingresso il 3 dicembre 1874.
Nell’ultimo conflitto mondiale, convento e chiesa furono quasi completamente distrutti dal bombardamento aereo del 24 settembre 1944.
Per la ricostruzione ( 1945 - 1957 ) si impegnarono la Provincia monastica, i Religiosi del Convento, ed in particolar modo il Superiore P. Nazareno da Casola Valsenio che spese tutte le sue energie per dare al Crocifisso una nuova e bella dimora.
Nel settembre 1951, da parte della Monastica Provincia di Bologna, fu accettata la Parrocchia che prese il titolo dal SS. Crocifisso.
Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Battaglia, Vescovo di Faenza, procedette alla erezione  (4 ottobre 1951) della Parrocchia ed alla immissione del primo Parroco, P. Paolino Tannini  ( 21 ottobre 1951  - agosto 1972 ).  A lui successe P. Cristoforo Giorgi.  Furono costruite le opere parrocchiali con sale per il catechismo, le adunanze, il teatro-cinema, ecc.
Diversi sono stati i frati Cappuccini, di origine faentina o vissuti a Faenza, che hanno segnato la storia della Comunità; non tutti sono noti e conosciuti, ma tutti hanno avuto nell’amore per Gesù l’elemento comune. Qui sotto sono elencati i più noti, quelli che le cronache del tempo ricordano con maggior evidenza:

  • Fra Battista Castellini da Faenza  (1496-1562):  è il protagonista del fatto miracoloso accaduto nel piccolo convento sul monte Persolino; il sentire il Crocifisso parlare  “Vedi, o Battista, quanto anch’io ho sofferto per te”  lo fece innamorare della Croce.
  • Padre Francesco da Fognano (1579)
  • Padre Sebastiano (1585)
  • Padre Girolamo Severoli da Faenza (1641-1712)
  • Padre Andrea da Faenza (1789)
  • Padre Antonio Liverani da Faenza (1845-1923): fece costruire la nuova Cappella. del Crocifisso  Era dedito totalmente alla assistenza agli ammalati e alle persone bisognose; propagò il culto al SS.Crocifisso (una lapide in sua memoria è collocata sotto il portico del convento).
  • Padre Filippo Zamboni da Comacchio: per oltre 30 anni ha passato la sua giornata nella Cappella del SS. Crocifisso, benedicendo quanti si rivolgevano a lui per una parola di conforto.
  • Padre Guglielmo Gattiani da Badi (Bo): frate umile, penitente e di preghiera,. Dal 1981 al 1999, anno della sua morte, ha prestato servizio alla cappella del  Crocifisso. Nel 2006 è stato introdotto il processo di beatificazione e di canonizzazione nella diocesi di Cesena dove aveva precedentemente dimorato a lungo.

Cronologia

  • 1535/1538  Fu costruito sul Colle “Persolino” il primo convento-romitorio dei Cappuccini
  • 1571  Il Card. Girolamo Rusticucci concede ai frati Cappuccini il terreno nella zona dell’attuale Via Canal Grande
  • 1585  Apertura del primo noviziato della provincia
  • 1643  Nella chiesa viene adattata una Cappella ove viene sistemato il Crocifisso miracoloso
  • 1748  Il Vescovo di Faenza Antonio Cantoni consacra la Chiesa,  dedicata a S.Cristina
  • 1810  I frati dovettero temporaneamente lasciare il convento; la Comunità si trasferì nella vicina parrocchia di S.Savino (fino al 1817)
  • 1817  Il faentino Antonio Emiliani comprò il Convento dal governo e lo restituì ai frati, restaurato, il 28 settembre 1817
  • 1874  I Frati, con i loro risparmi, riacquistarono dal governo il Convento che avevano dovuto lasciare nel 1866
  • 1900  Il 24 luglio viene inaugurata la nuova Cappella
  • 1944  Il bombardamento aereo del 24 settembre distrusse quasi completamente convento e chiesa
  • 1951  I Cappuccini diventano parrocchia che prende il nome di  “SS. Crocifisso”.; il 4 ottobre il Vescovo di Faenza Mons. Giuseppe Battaglia procedette alla assegnazione ufficiale. Il primo parroco fu Padre Paolino Vannini
  • 1957  Viene ultimata la ricostruzione di quanto danneggiato durante la guerra
  • 1972  Padre Cristoforo Giorgi succede a Padre Paolino
  • 1993  Viene nominato parroco padre Renato Nigi
  • 2002  Viene nominato parroco padre Francesco Pavani
  • 2012  Il nuovo parroco è padre Giorgio Busni
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